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Pupazzi Perché il mondo è un grande teatrino
Povia e Mogol
post pubblicato in Cultura, il 16 giugno 2009


Rimanendo in tema al messaggio di ieri, c'è da segnalare un'altra chicca.

Povia ha vinto il premio Mogol, un premio istituito dalla Regione Valle d'Aosta e che giudica i testi delle canzoni per incoronare quello più importante.
Beh, quest'anno il testo più profondo è stato "Luca era gay". Ora, mi pongo un interrogativo: le altre canzoni facevano così schifo? Erano tutte all'altezza di Asereje? Credo proprio di no.
Persino Mogol, che presiede la giuria del Concorso, ha ceduto al fascino della polemica, per generare intorno a questa vicenda chiacchiere e quindi maggiore visibilità per il suo Premio.

E Povia? Lui oltre a sentirsi onorato (non credo ci abbia creduto davvero), annuncia: ci riproverà al prossimo Sanremo con una canzone su Eluana Englaro.
Quant'è triste quest'uomo?

Lascio l'ultimo commento alla sfilza di luoghi comuni che ha vinto il premio Mogol per il miglior testo musicale dell'anno.

Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo,

Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che
se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo
argomento è diviso,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio
passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle
sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare stava fuori
tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre
disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le
cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la
pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi
fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì
con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio
il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi
lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per
non tradire mia madre

Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci
tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi
ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi
mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma
adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

Un passo avanti ed uno indietro
post pubblicato in Cultura, il 15 giugno 2009


Non ho scritto ancora nulla sul Gay Pride.

Ho letto in giro vari commenti che indicavano una maggiore sobrietà - e di questo sono molto felice - ma anche una partecipazione assai più scarna. Questo è un vero peccato, ma credo che molte siano state le difficoltà create dal percorso ad ostacoli che l'organizzativo stesso ha dovuto combattere per il suo svolgimento. Addirittura il percorso è stato definito solo qualche giorno prima della partenza ufficiale.
Avrei voluto esserci, perché l'Italia in materia di Diritti Civili ha ancora moltissimo da imparare. E' una battaglia che va combattuta strenuamente e che il Partito Democratico deve avere tra i suoi obiettivi primari. Non lasciamo che sia solo la Sinistra Radicale a fare suoi tali temi che appartengono a questo partito sin nelle sue fondamenta.

Intanto, pare ci siamo problemi anche con lo svolgimento del Gay Village. Apertura fissata per il 25 Giugno, pare che il luogo designato non sia più disponibile per decisione della Sovrintendenza ai Beni Culturali che ha negato - non solo al Village - l'autorizzazione ad utilizzare le zone limitrofe al laghetto dell'Eur. Ed ora il Comune, udite udite, sta cercando un posto sostitutivo. Insomma, vedremo.

In bocca al lupo.

Sempre un passo avanti
post pubblicato in Politica, il 25 maggio 2009


La destra Italiana, giorno per giorno, sceglie di identificarsi in uno, o nell'altro Paese Mondiale come sua ispirazione. Certo, elezione dopo elezione le forme di ispirazione diminuiscono: già da anni la Spagna è diventata scomoda. Da quando c'è Barack Obama, poi, l'America ha perso per Berlusconi l'appeal che aveva quando c'era quel sant'Uomo di Bush. Ed allora meglio ripiegare sulla dittatoriale Russia.

L'ennesima riprova l'abbiamo adesso. Hillary Clinton, Segretario di Stato Americano ed ex First Lady si scioglie e finalmente dichiara: per i Diplomatici Americani ci saranno pieni diritti, qualora avessero un Partner omosessuale. "Le discriminazioni che ci sono state storicamente sono ingiuste e devono sparire", ha scritto. Ed è già stato approvato. Da adesso i compagni dei diplomatici avranno pieno diritto ai corsi di Lingua, alle procedure di sicurezza per terrorismo.

E questo si inserisce proprio mentre la procedura del "Don't Ask, Don't Tell" inizia a crollare. Se questo sistema, tra l'altro ideato proprio dall'ex Presidente Bill Clinton, finora è riuscito a deresponsabilizzare sull'argomento, adesso il Capo di Stato Maggiore Mullen ha dichiarato che è il momento di andare avanti e permettere l'assoluta integrazione.

Oggi l'America è un po' meno Italiana.     
Suicidio ad 11 anni
post pubblicato in Storia, il 24 aprile 2009


Ora spiegatemi quale società marcia può mai costringere un bimbo di 11 anni a suicidarsi.
Suicidarsi perché veniva costantemente chiamato "Frocio".
Come riporta la CNN, Jaheem Herrera si è impiccato in camera sua perché non ce la faceva più. Era stanco, stanco di essere chiamato faggot tutti i giorni, senza che nessuno, a scuola, tra professoroni e consulenti, facesse niente. Niente.
Ditemi come si fa a vivere avendo sulla coscienza la morte di un bambino. Fossi uno dei genitori di quei ragazzini che lo hanno spinto a tale gesto, mi farei troppo schifo nel guardarmi allo specchio. Schifo perché non sono stato capace di insegnare che offendere qualcuno in maniera così aggressiva è fare del male, lasciare una ferita che difficilmente si rimargina. A maggior ragione, poi, se l'offesa in questione, "faggot" per l'appunto, è
l'apice dell'ignoranza.

Vergogna, davvero. Siete voi i responsabili di tutto ciò. Almeno, adesso, prendetevi le vostre responsabilità e permettete ai vostri figli di avere un cervello.


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permalink | inviato da Puppeteer il 24/4/2009 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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