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Pupazzi Perché il mondo è un grande teatrino
Britain's Got Talent
post pubblicato in TV e Cinema, il 31 maggio 2009



E' finita, ieri, l'ultima edizione in onda di Britain's Got Talent, una versione mille volte migliore del nostro Amici di Maria de Filippi. Qui si sfidano tutti, in un misto di cantanti, musicisti, ballerini.

Questa è stata sicuramente una edizione di grande successo: si sono creati dei miti, come il vecchietto che è andato per ballare hip-hop. Non si può, tuttavia, parlare di Susan Boyle, questa donna verso la cinquantina, proveniente da un paesino scozzese e che ha stupito tutti con le sue incredibili capacità canore, a dispetto di una immagine tutt'altro che gradevole. Una cantante che ha sorpreso i tre temutissimi giudici (come X Factor, ma di tutt'altra qualità) e che in questi giorni che sono stato a Londra ho quotidianamente visto sui giornali.

Ieri c'è stata la finale che, a sorpresa, ha incoronato il gruppo di ballerini "Diversity" quali vincitori (da noi a vincere sono sempre e solo cantanti...), mentre Susan Boyle è arrivata seconda. Nessuno se lo aspettava ed i primi critici parlano di un televoto pilotato da una ondata di voti anti-scozzesi, cosa non nuova nel panorama inglese.
Vi propongo, tuttavia, l'esibizione di ieri. Ciò che sarà di lei non oso immaginarlo: sicuramente farà un disco, ma temo non avrà lo stesso successo che ha riscosso in questi giorni. Tuttavia, glielo auguro.

In bocca al lupo, Susan.

[Dato che non permettono di incorporare il Video, vi lascio il link: http://www.youtube.com/watch?v=p7eQ1LhDuiU]


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permalink | inviato da Puppeteer il 31/5/2009 alle 14:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Italia allo Specchio?
post pubblicato in TV e Cinema, il 15 maggio 2009


Pochi minuti fa, facendo zapping alla TV, mi sono fermato a guardare per qualche attimo (più non ho resistito) l'Italia allo Specchio. La puntata dedicata a quanto costa un Divorzio.
Come al solito, ci sono queste scenette da soap che dovrebbero rappresentare il punto di partenza: un marito assolda un investigatore privato ed ha le prove che la moglie lo tradisce.
Paga 1500 euro per tre giorni di lavoro (500 euro giornalieri... quasi quasi faccio l'investigatore privato anch'io!).
Quindi torna a casa e durante la cena, con moglie e figlia, mostra ad entrambe le foto. La moglie, con grande savoir-faire, dà la colpa al marito, con l'appoggio della figlia.
Quindi lui va dall'avvocato divorzista, che gli viene a costare 3000 euro di solo anticipo. Infine, entrambi dal consulente matrimoniale, altre 300 euro a seduta.

Sono rimasto agghiacciato. Non solo dalla totale incapacità degli attori, ma d'altronde cosa mi aspettavo? Ma soprattutto dall'idiozia della rappresentazione della vicenda. La donna lo tradisce, per di più (originale) con il migliore amico... e tutto viene dipinto come se la donna avesse tutte le ragioni del caso? Era qualcosa di terribile, da far venire i brividi. Oltre, ovviamente, al dubbio che una persona si rivolga sia all'avvocato divorzista che al consulente matrimoniale...
Per non parlare dei prezzi che mostrano: un avvocato che chiede 3000 euro di solo anticipo... un pelino esagerato, non credete? Sembra voler far passare la voglia alla gente di divorziare.
Ops, che fosse realmente questa la loro intenzione, quale favore alla Famiglia Cristiana?

P.S. Ho ovviamente spento dopo due minuti, quando si è tornati in studio e tra i brillanti opinionisti della Senette c'era Daniele Interrante. Non potevo resistere oltre.

Angeli e Demoni
post pubblicato in TV e Cinema, il 14 maggio 2009


Devo ammetterlo. Lo stavo aspettando da molto, molto tempo.
Finalmente questa sera l'ho visto.
Parlo di Angeli e Demoni, opera filmica successiva a quel Codice da Vinci che aveva generato enorme scalpore per le sue teorie sulla vita di Cristo. Di certo, qui non si può dire che l'affondo alla Chiesa Cattolica non colpisca nel segno. Ma andiamo per gradi.
Angeli e Demoni segue il filone "investigativo" che era proprio del Codice da Vinci (ricordiamo che i libri di Dan Brown sono temporaneamente invertiti, viene prima Angeli e Demoni e successivamente il Codice Da Vinci), con il percorso dell'Illuminazione che attraversa Roma e tocca molte Chiese fondamentali e storicamente rilevanti. Diciamocelo sinceramente: questo film è un vero inno alla Città Eterna, a cui viene donato il titolo di città più affascinante del mondo (cosa che, con ogni probabilità è vera). Robert Langdon, professore simbolista di Harvard, si muove con molto agio alla ricerca della Chiesa dell'Illuminazione. La trama è assai differente da quella già vista nel libro, ma Ron Howard ha la capacità e direi l'intelligenza di eliminare quelle parti assurde e ridicole presenti nel libro. Pur mantenendo alcuni capisaldi, infatti, il film si muove piuttosto bene, senza creare punti morti di grande rilievo. Spesso, tuttavia, rischia di porre troppo poco lo sguardo sui personaggi, lasciando l'approfondimento del loro carattere esclusivamente di contorno.
Al livello di cast, ottimi sia Tom Hanks che
Ayelet Zurer, mentre tutti gli altri sono messi in secondo piano. Lo stesso vale per Ewan McGregor, che però riesce con poco a dare un'ottima prova. Da notare Favino, che riesce in un cast straniero a non sfigurare affatto. Indubbiamente l'interesse di vedere tutte le loro prove in lingua originale esiste.
La fotografia è straordinaria, riuscendo abilmente a mescolare la Roma Mistica, quella delle Chiese e degli straordinari paesaggi/creazioni architettoniche, alla Roma Moderna, con la vista di bancarelle ed edicole, con tanto di bandiere calcistiche. Ed una riproposta delle reazioni italiane tragicamente perfetta (per non Spoilerare: ricordatevene quando sentirete parlare della Fontana dei Quattro Fiumi). Regia che sa muoversi abilmente, sicuramente più sicura e più salda di quel Codice da Vinci che soffriva eccessivamente dell'adesione al libro e che aveva costretto Howard a non allontanarsi dai binari preimpostati.
Insomma, un film ottimo, che presto ho interesse a rivedere. Molto meglio del predecessore e che sicuramente creerà grande scandalo, soprattutto per la maniera quasi macchiettistica con cui si propongono i Cardinali, così ligi alle Regole come indisciplinati prima di entrare in Conclave (un paio di cardinali con cellulare e sigaretta sicuramente colpiscono al cuore, così come alcuni loro discorsi).
Voto: 8/10
STAR TREK
post pubblicato in TV e Cinema, il 9 maggio 2009


Visto questa sera. Cominciamo col dire che mi aspettavo più gente. Comunque, era lo spettacolo delle 22.30 in un multisala. Domani si vedranno gli incassi.
Il film è OTTIMO. Assolutamente superbo. J.J. Abrams, già acclamato per Alias, Lost, Fringe e Cloverfield, oltre che per l'ottimo Mission Impossible III, riesce perfettamente nell'impresa di dare ad una antica saga, l'eterna rivale della creazione di Lucas, nuova vita e nuova linfa. Piegando vecchio e nuovo, crea un blockbuster eccezionale non solo per l'aspetto visivo, assolutamente roboante, ma per una profondità tutta nuova a personaggi e situazioni. In questo film, infatti, si vede la nascita di un duo d'amici, Kirk e Spock, entrati nella Storia. Un rapporto enormemente conflittuale, all'inizio, ma che via via si trasforma sempre più.
Come già accennato, l'aspetto grafico è favoloso. E se si ha qualche fastidio nella vista di un Saturno troppo disegnato, non si può non provare maestosità dinanzi a scene di distruzione assolutamente epiche. Per non parlare, poi, di momenti stilistici di gran stile, come l'immagine chiara di ciò che effettivamente accade nella realtà: che nello spazio non c'è alcun rumore. Ovviamente questo non accade se non in un breve istante iniziale che sembra grandiosamente scimmiottare sé stessa.
Come detto, quindi, Abrams, qui in collaborazione con Lindelof, che con Cuse forma il Duo Autoriale di LOST, è superbo sia come creatore che come regista.
Per quanto riguarda il Cast, c'è ben poco di cui lamentarsi. Attori formidabili tutti, ma in particolare si nota Zachary Quinto, Spock, che mostra un'adesione al vulcaniano a dir poco perfetta. E stupisce, dato che in Heroes non è che abbia mostrato poi granché. Fotografia non eccezionale, forse, ma si adegua perfettamente nel fare il suo sporco lavoro.

Insomma, un film che vale davvero la pena di andare a vedere. Voto: 8/10
X-Men le Origini: Wolverine
post pubblicato in TV e Cinema, il 3 maggio 2009



Visto stasera, spettacolo dell'1.10.
Mi aspettavo, a dire la verità, una gran pagliacciata. Beh, di certo non è il miglior cinecomic (come si classificano i film che provengono da fumetti), ma di sicuro non si può ritenere un pessimo film, come le prime critiche sembravano evidenziare. Premetto altresì che il personaggio di Wolverine non mi è mai piaciuto, preferendo di gran lunga Tempesta.
Detto questo, però, non si possono far notare alcuni punti di forza. La Trama, per quanto non originale e con un presunto colpo di scena, che sortisce solo in parte il suo effetto, è strutturata abbastanza bene, senza lasciarti con enormi punti interrogativi sulla testa. Il personaggio di Wolverine è strutturato bene, con poche scene introspettive e tutte, o quasi, racchiuse nella prima parte. Sono molti i personaggi, gli altri X-Men rappresentati, molti dei quali rapidamente rappresentati su pellicola, ma senza quel gusto di comparsa. Gustoso il cameo di Xavier, delusione per la mancanza di Storm, intravista nei trailer come bimba. Gambit sicuramente il più affascinante in assoluto.
Al livello attoriale, nessuno spicca particolarmente. Lo stesso Hugh Jackman sembra meno in parte rispetto agli altri film, seppure sia credibile nei momenti di humor, sempre azzeccati. Gli altri attori passano, sinceramente, inosservati.
La regia è rispettabile, in alcuni momenti eccellente, soprattutto nei combattimenti, mai troppo frenetici (forse, al contrario, soffre in alcuni momenti di rallentamenti fastidiosi); nessun settore, però, riesce a farsi notare come quello degli effetti speciali. Alcuni momenti molto buoni, ma ci sono un paio di casi in cui è, assolutamente, terribile. La prima scena degli artigli di adamantio, è assolutamente disarmante. Sembrano disegnati con Paint. Terrificanti. Purtroppo, non è l'unica occasione.
Insomma, il film è godibile e non troppo lungo.
Su un giudizio in decimi, ritengo abbia pienamente la sufficienza. (6/10).


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