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Angeli e Demoni



Devo ammetterlo. Lo stavo aspettando da molto, molto tempo.
Finalmente questa sera l'ho visto.
Parlo di Angeli e Demoni, opera filmica successiva a quel Codice da Vinci che aveva generato enorme scalpore per le sue teorie sulla vita di Cristo. Di certo, qui non si può dire che l'affondo alla Chiesa Cattolica non colpisca nel segno. Ma andiamo per gradi.
Angeli e Demoni segue il filone "investigativo" che era proprio del Codice da Vinci (ricordiamo che i libri di Dan Brown sono temporaneamente invertiti, viene prima Angeli e Demoni e successivamente il Codice Da Vinci), con il percorso dell'Illuminazione che attraversa Roma e tocca molte Chiese fondamentali e storicamente rilevanti. Diciamocelo sinceramente: questo film è un vero inno alla Città Eterna, a cui viene donato il titolo di città più affascinante del mondo (cosa che, con ogni probabilità è vera). Robert Langdon, professore simbolista di Harvard, si muove con molto agio alla ricerca della Chiesa dell'Illuminazione. La trama è assai differente da quella già vista nel libro, ma Ron Howard ha la capacità e direi l'intelligenza di eliminare quelle parti assurde e ridicole presenti nel libro. Pur mantenendo alcuni capisaldi, infatti, il film si muove piuttosto bene, senza creare punti morti di grande rilievo. Spesso, tuttavia, rischia di porre troppo poco lo sguardo sui personaggi, lasciando l'approfondimento del loro carattere esclusivamente di contorno.
Al livello di cast, ottimi sia Tom Hanks che
Ayelet Zurer, mentre tutti gli altri sono messi in secondo piano. Lo stesso vale per Ewan McGregor, che però riesce con poco a dare un'ottima prova. Da notare Favino, che riesce in un cast straniero a non sfigurare affatto. Indubbiamente l'interesse di vedere tutte le loro prove in lingua originale esiste.
La fotografia è straordinaria, riuscendo abilmente a mescolare la Roma Mistica, quella delle Chiese e degli straordinari paesaggi/creazioni architettoniche, alla Roma Moderna, con la vista di bancarelle ed edicole, con tanto di bandiere calcistiche. Ed una riproposta delle reazioni italiane tragicamente perfetta (per non Spoilerare: ricordatevene quando sentirete parlare della Fontana dei Quattro Fiumi). Regia che sa muoversi abilmente, sicuramente più sicura e più salda di quel Codice da Vinci che soffriva eccessivamente dell'adesione al libro e che aveva costretto Howard a non allontanarsi dai binari preimpostati.
Insomma, un film ottimo, che presto ho interesse a rivedere. Molto meglio del predecessore e che sicuramente creerà grande scandalo, soprattutto per la maniera quasi macchiettistica con cui si propongono i Cardinali, così ligi alle Regole come indisciplinati prima di entrare in Conclave (un paio di cardinali con cellulare e sigaretta sicuramente colpiscono al cuore, così come alcuni loro discorsi).
Voto: 8/10

Pubblicato il 14/5/2009 alle 5.3 nella rubrica TV e Cinema.

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